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Ciclismo

Primoz Roglic tra la Vuelta ed il futuro nel 2027: “Mettermi le calze ai piedi è stata la cosa più difficile da fare per almeno tre settimane” e “Sì, posso confermare che ho parlato con…”

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Primoz Roglic

Primož Roglič arriva alla Vuelta a España senza sapere che condizione ha. Il quattro volte vincitore della corsa spagnola lo ha ammesso senza filtri nella conferenza stampa pre-gara di giovedì: l’incidente in allenamento di luglio, quando un’auto lo ha travolto durante un’uscita, lo ha costretto a sostituire la preparazione con la riabilitazione, e i postumi si fanno ancora sentire.

«Invece di prepararmi, ho fatto riabilitazione»

«Invece di preparazione, ho fatto riabilitazione», ha detto Roglič con la sua solita franchezza. L’impatto con il suolo gli aveva causato un grosso ematoma: «La velocità non era alta, molto bassa. Ma sono caduto dritto a terra, sul fianco, sul sedere. Per fortuna, il mio sedere grosso mi ha salvato. Non mi sono rotto niente». Una battuta, ma la realtà era tutt’altro che leggera: «Se mi avessero chiesto dieci giorni fa se riuscivo a sedermi sulla bici da cronometro, avrei detto no. Mettermi le calze ai piedi è stata la cosa più difficile da fare per almeno tre settimane».

Roglič è riuscito a riprendere gli allenamenti solo di recente e non sa come la sua preparazione compromessa si tradurrà in forma gara: «Sento ancora qualcosa. Non riesco a sdraiarmi sul fianco destro. Ma pazienza, è abbastanza per andare in bici e venire qui a partire alla Vuelta».

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La cronometro inaugurale: una fortuna

La tappa d’apertura di Monaco è una cronometro individuale di 9,4 km, e Roglič la vede come un’introduzione gestibile: «Sono fortunato che non sia una cronometro di 30 km in cui devi stare in posizione per 20 minuti di fila. Con questo tipo di percorso, forse sì, posso partire, e poi vedremo nei giorni successivi come va». La prima settimana però è già durissima, con la quarta tappa in Andorra che darà risposte immediate: «Volendo o no, con queste tappe avrò già alcune risposte. E dipenderà da quello come gestire la seconda e la terza settimana».

Pogacar e il ricordo del 2019

Inevitabile il riferimento a Tadej Pogacar, che nel 2019 chiuse terzo alla sua prima Vuelta mentre Roglič vinceva il primo grande giro in carriera. «Forse è stata l’ultima volta che l’ho battuto, non lo so», ha scherzato lo sloveno. «Già allora finire sul podio era incredibile. Era già fortissimo, sì, nell’ultima giornata».

La trattativa con la Lotto-Intermarché: confermata

Roglič ha anche confermato i contatti con la Lotto-Intermarché per il 2027, dopo che Het Laatste Nieuws aveva riportato la notizia la settimana scorsa. Il corridore lascerà la Red Bull-Bora-Hansgrohe a fine stagione: «Sì, posso confermare che ho parlato una volta con loro, ma era appena successo. Le notizie erano già uscite settimane prima. Molta gente sa molte più cose di me, ma sì, alla fine abbiamo parlato».

FAQ

Roglič è in forma per la Vuelta 2026?
Non lo sa nemmeno lui. Ha dichiarato di non avere idea della sua condizione dopo mesi di riabilitazione invece di preparazione.

Cosa è successo a Roglič in allenamento a luglio?
È stato investito da un’auto durante un’uscita, riportando un grosso ematoma che lo ha costretto a fermarsi per settimane e a saltare San Sebastián e Burgos.

Roglič andrà alla Lotto-Intermarché nel 2027?
Ha confermato di aver avuto un colloquio con la squadra belga, ma senza fornire ulteriori dettagli sull’esito della trattativa.

Roglič quante volte ha vinto la Vuelta a España?
Quattro: nel 2019, 2020, 2021 e 2024.

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